Modello di organizzazione, gestione e controllo come da D. Lgs. 231/2001 e s.m.i.

Trafilerie Carlo Gnutti S.p.A. ha adottato un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (di seguito “Modello”) con formale approvazione del Consiglio di Amministrazione in data 17/04/2013.
 
Secondo la disciplina italiana della “responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato”, contenuta nel decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231, gli enti associativi – tra i quali rientra anche Trafilerie Carlo Gnutti S.p.A. – possono essere ritenuti responsabili (e di conseguenza sanzionati) in relazione a taluni reati commessi o tentati da esponenti dei vertici aziendali (i c.d. soggetti “in posizione apicale”) e da coloro che sono sottoposti alla direzione o vigilanza di questi ultimi, nell’interesse o a vantaggio della società.
 
Al fine di scongiurare il verificarsi di tale scenario, l’Azienda ha intrapreso, attraverso un team di lavoro dedicato, un puntuale processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi che potrebbero portare ad un potenziale compimento delle fattispecie di reato (tra le quali citiamo: reati compiuti nei rapporti con la pubblica amministrazione, reati societari, reati in materia antinfortunistica sui luoghi di lavoro, reati ambientali, etc.).
 
Nella predisposizione del Modello, la Società si è principalmente ispirata alle Linee guida di Confindustria, oltre che alle best practice relative alle diverse aree di attività, arrivando a definire e implementare un sistema coerente di principi, procedure organizzative,gestionali e di controllo che danno vita al Modello stesso.
 
Il documento relativo al Modello è strutturato:
(i) nella Parte Generale, che descrive il quadro normativo di riferimento e disciplina il funzionamento complessivo del sistema di organizzazione, gestione e controllo adottato, volto a prevenire la commissione dei reati presupposto;
(ii) nella Parte Speciale, volta ad integrare il contenuto della Parte Generale con una descrizione relativa:
 – alle fattispecie di reato richiamate dal Decreto che la Società ha ritenuto necessario prendere in considerazione in ragione delle caratteristiche dell’attività svolta;
 – ai processi/attività sensibili, rispetto alle fattispecie di reati di cui al punto precedente,presenti nella realtà aziendale e ai correlati standard di controllo.
 
È stato, inoltre, nominato un Organismo di Vigilanza, dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo, organo preposto a vigilare sul funzionamento e sull’osservanza del Modello stesso garantendone altresì il costante aggiornamento. 
 
Infine, è stato definito un sistema sanzionatorio disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel Modello: le sanzioni contemplate per violazioni alle disposizioni contenute nel Modello sono da intendersi applicabili anche nelle ipotesi di violazione alle disposizioni contenute nel Codice Etico.

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